Descrizione
Supporto scolastico, giochi, ascolto. Sono iniziati nelle scorse settimane i laboratori di doposcuola finanziati nell’ambito del Piano Educativo Zonale (PEZ) con l’obiettivo di potenziare l’offerta extrascolastica e sostenere bambini e bambine che presentano maggiori fragilità educative o sociali.
“Si tratta di una delle iniziative su cui, come Conferenza Zonale Alta Val d’Elsa abbiamo deciso di porre un’attenzione strategica a livello di pianificazione zonale – spiega l'assessora all’Istruzione del Comune di Poggibonsi, capofila della Conferenza Zonale – Il potenziamento del doposcuola è una risposta concreta ai bisogni del territorio e si affianca ai percorsi già attivati dalla Fondazione Territori Sociali Altavaldelsa per gli adolescenti. Offriamo così un’opportunità in più per intercettare e superare eventuali fragilità, sostenendo i minori e le loro famiglie.”
A fare da apriprista di questo nuovo progetto è stata la comunità di Staggia Senese dove i laboratori sono partiti già a novembre nei locali della Misericordia: 35 bambine e bambini iscritti per un totale di 94 ore di attività.
Da gennaio sono attivi anche i laboratori presso la parrocchia di San Giuseppe a Poggibonsi, con circa 80 ore programmate fino a fine anno e 22 iscritti tra primaria e secondaria di primo grado.
In avvio in questi giorni anche i laboratori presso il distretto sanitario di via Marco Polo a Colle di Val d’Elsa (84 ore disponibili) e anche il percorso per organizzare attività laboratoriali per tutto il mese di giugno. In totale, la Valdelsa mette a disposizione oltre 300 ore di attività laboratoriali rivolte ai più giovani.
Come funzionano. I laboratori interessano due fasce d’età - scuola primaria e secondaria di primo grado- e seguono la stessa modalità operativa, con una prima parte dedicata al supporto scolastico e una seconda parte centrata su attività ludiche e laboratoriali per rafforzare le competenze socio-relazionali. C’è poi uno spazio dedicato all’ascolto dei bisogni dei minori, con particolare attenzione a chi vive situazioni di fragilità (nuovi arrivati sul territorio, difficoltà linguistiche, comportamentali o familiari) e al costante confronto con le referenti delle scuole di provenienza.“Questi laboratori non rappresentano solo un aiuto nello studio – chiude Tozzetti - ma un vero presidio educativo diffuso. Sono luoghi in cui i bambini possono trovare adulti di riferimento, relazioni positive, occasioni di crescita e integrazione. Un investimento che rafforza la rete territoriale e contribuisce a costruire una comunità più inclusiva e attenta ai bisogni dei più giovani”.
A cura di
Contenuti correlati
- Turismo lento: Poggibonsi ‘cammina’ fra olivi, arte e tradizione francescana
- Raccolta alimentare, quasi 4 tonnellate di prodotti per le persone fragili
- Una strada più bella, sicura e funzionale: taglio del nastro per la salita a mattoni
- Bagni pubblici, in arrivo tre nuove strutture autopulenti e accessibili
- Officina musicale urbana in centro, la banda La Ginestra riaccende un fondo sfitto
- Bellavista, nuova corsa di tpl e lavori in corso per le attività commerciali
- Termovalorizzatore: Consiglio compatto detta gli indirizzi per la posizione del Comune
- Regione e imprese a confronto: l’assessore Marras a Poggibonsi per incontrare il mondo economico
- La città piange la scomparsa di Mario Volterrani
- Riorganizzazione sosta al via il 19 ottobre: tutte le novità
Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2026, 13:59